Agricoltura: FIMA appello alla Commissione Politiche Agricole Nazionali

COMUNICATO STAMPA

FIMA  (FEDERAZIONE ITALIANA  MOVIMENTI  AGRICOLI)

   “La protesta degli agricoltori italiani, che si allarga a macchia d’ olio in varie parti d’ Italia, non puo’ lasciare insensibile la Commissione Politiche Agricole nell’ ambito della Conferenza delle Regioni”. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della FIMA, Federazione Italiana Movimenti Agricoli. Da anni i movimenti agricoli italiani e le associazioni autonome stanno denunciando alle istituzioni, a tutti i livelli, l’ implosiva situazione in cui versa il settore, prospettando anche le soluzioni. E’ giunto il momento che il Coordinatore della Conferenza delle Regioni, Dario Stefano, faccia valere il suo peso istituzionale e politico, in questa fase cruciale che vede restringere sempre piu’ l’ accesso al credito e manifestare tutti gli effetti restrittivi della manovra fiscale su settori economici, da lunghi anni in sofferenza. Altri comparti gia’ da tempo utilizzano la moratoria delle scadenze per fronteggiare meglio la crisi, ma questa prerogativa e’ negata al mondo agricolo che, al pari degli altri, ha bisogno di alleggerire il peso del suo indebitamento ed e’ stanco di recitare il ruolo di cenerentola dell’ economia nazionale. La nostra Federazione, pertanto, lancia un appello al Coordinatore degli assessori Stefàno, affinché alle parole pronunciate sulla stampa, e alla nostra richiesta, faccia seguire i fatti, aprendo subito un confronto in Conferenza Stato Regioni, per chiedere la moratoria immediata delle scadenze Inps, Banche e Agenzie dell’ entrate anche per gli agricoltori italiani, bloccando tutte le esecuzioni in corso.

 

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La Sicilia nel tempo del governo dei tecnici, di Ferdinando Russo

Torniamo a confrontarci con i governi dei tecnici, alla ricerca del contributo che si richiede ai cittadini, agli imprenditori, agli amministratori locali, richiamati a Palermo dal Cardinale Paolo Romeo,  per contribuire ad uscire dalla crisi etica ed economica.  Gli storici, se troveranno il tempo, scriveranno dell’esperimento di tali governi in Italia, dopo il primo decennio del terzo millennio. Non sappiamo se partiranno dalla Sicilia, la regione in cui i cittadini sembrano non accorgersi che sono governati da una squadra di tecnici, ormai da alcuni anni, mentre infuria la tempesta della cassa integrazione, della chiusura delle grandi e piccole imprese, (15 mila in Sicilia in un anno nel commercio, artigianato, nell’industria). Appare fragile il governo dei tecnici e la maggioranza che l’ha sostenuto. La decisione dell’UDC di questi giorni del ritiro dell’Assessore Piraino, è stimolo a  pervenire, come auspica il coordinatore regionale sen. D’Alia ad un governo con un marcato progetto politico di  misure anticrisi, di rilancio, di crescita, di unitaria volontà legislativa e proposta da fare al Governo nazionale, con l’ apporto non secondario delle forze politiche disponibili, alle quali si chiedono decisioni sulle alleanze per le amministrative. (continua…)

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Le ragioni degli agricoltori del “Movimento dei forconi”

Il forcone, icona in Sicilia del mondo agricolo, è tornato ad essere il simbolo di lotta del movimento contadino. Un movimento che non è costituito d’ indignati, ma di veri incazzati. La rabbia scaturisce dalla costatazione che l’agricoltura in Sicilia è in ginocchio, nessun prodotto trae profitto, i pezzi pregiati della tanto declamata tipicità non hanno più valore. Arance, limoni, ortaggi di qualità marciscono in attesa di un acquirente, mentre l’assenza di controlli favorisce l’accesso di un prodotto che lascia molte perplessità, soprattutto per il prezzo d’importazione. A questo si aggiunge il costo del carburante che per i lavori in azienda e per il trasporto sino ai mercati del nord, rende non competitivo il prezzo dei prodotti siciliani. Basta questo per evidenziare che non solo l’economia, ma anche tutta l’agricoltura isolana, rischiano il default. Una rabbia che trova sinergia con quella degli autotrasportatori dell’Aias che insieme al “Movimento dei forconi” stanno dando battaglia per far sentire al governo regionale e quello nazionale le loro ragioni. (continua…)

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Maccu ti smaccu di Mario Liberto

Maccu, ti smaccu, Macco ti racconto sarcasticamente. Potremmo iniziare così il nostro trekking gastronomico, naturalmente tutto siciliano, per presentare “u maccu” (il macco), un profumato e delicato velouté di fave cotte in umido, molto diffuso tra gli isolani e che si è tramandato fino ai giorni nostri. La purea che ne deriva viene aromatizzata con semi di finocchietto selvatico ed insaporita con olio extravergine d’oliva. Il maccu è un piatto ritenuto adatto alla gente forte. Sull’argomento Aristofane, nella spassosa commedia “Le rane”, sosteneva che Ercole fu allevato col macco di fave.  (continua…)

Lascia un commento 15 gennaio 2012

La tipicità agroalimentare siciliana, di Mario Liberto

In Sicilia ogni comunità custodisce gelosamente la propria tipicità alimentare. Prodotti che, come austeri vessilli, dominano uomini e cose, pietre miliari di una enogastronomia che non ha confini, nè origini. Alimenti che racchiudono in sè aspetti culturali, religiosi, sociali, economici, ma soprattutto salutistici, infatti, la maggior parte di essi costituisce la tanto decantata “Dieta Mediterranea”. Una strabocchevole cornucopia ricolma di straordinari ortaggi (pomodoro, carciofi, melanzane, ecc.) che da soli sono in grado di assicurare un migliaio di piatti di cui, sapientemente, la tradizione siciliana ne conosce i segreti e le virtù. (continua…)

Lascia un commento 14 gennaio 2012

Mangiamo siciliano

Fornaggi, pane, vino, olio, biscotti, carne, prosciutti, salami, dolci, acqua, ortaggi, spumanti, frutta, panettoni, conserve e tante altre prelibatezze 

CONSUMIAMO PRODOTTI TUTTI SICILIANI!!!!

BUON ANNO A TUTTI

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“DeGustibus”: una guida sul food&beverage mediterraneo

PALERMO, 21 dicembre 2011. È il caffè la bevanda comune denominatore del Mediterraneo. Infatti, mentre alcune religioni e alcune culture escludono l’alcol e quindi il vino, il caffè, nelle sue varie preparazioni, unisce tutti. È una delle curiosità che emerge dalla guida “DeGustibus”, presentata oggi all’ìOrto Botanico di Palermo. Il caffè è stato importato per la prima volta dalla Turchia, ma come bevanda per la prima volta è stato usato a Venezia. (continua…)

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Buon Natale

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IL MIRAGGIO DELLA TERRA NELL’ ISOLA DEI CONTADINI, di Amelia Crisantino

Pippo Oddo

In occasione del 150° anniversario dell’ Unità anche in Sicilia ci sono state rievocazioni storiche, ma non ci sono stati nuovi studi: all’ ipotetico volenteroso lettore sono stati offerti compendi di storia politica, sintesi di quanto già si sapeva. E a parte Il Risorgimento in Sicilia di Rosario Romeo – che risale al 1950 e rimane il testo più valido – si tratta di libri prodotti da una storiografia vecchia perché culturalmente poco attrezzata. Per questo è una piacevole sorpresa Il miraggio della terra. Risorgimento e masse contadine in Sicilia (1767-1860) di Giuseppe Oddo – appena pubblicato nella collana Studi dell’ Istituto Gramsci siciliano (Sciascia, 405 pagine, 30 euro) – che va nella direzione di un rinnovamento delle categorie adoperate. Non è poco. (continua…)

Lascia un commento 17 dicembre 2011

Al Governo dei Tecnici il Sud non sfuggirà di mano, di Ferdinando Russo

Ferdinando Russo

Nel Governo dei Tecnici tornerà il Sud come essenziale per la crescita del Paese? E’ il segnale che si attende. Un segnale quale risposta ad una lunga disattenzione verso le popolazioni della Sicilia e dell’intero Mezzogiorno. Monti non ha mancato, al suo primo incontro con l’Europa, di avviare il difficile compito che lo attende in Italia, e porrà all’ordine del giorno della crisi il comune tema dell’area del Sud Mediterraneo, ove si gioca una grande partita per l’Europa, la pace e lo sviluppo del continente africano. L’ha visitato, negli stessi giorni ancora Benedetto XVI (1), e questa visita non è senza significato sul piano della cooperazione internazionale e dei doveri dell’Italia e dell’Europa.

Oggi il Sud d’Italia, più che in passato, si proietta nell’Africa e nel Medio Oriente, per la cura e gli interventi, che paesi come la Grecia, la Spagna, il Portogallo, richiedono alla solidarietà europea ed alla responsabilità storica del gruppo dei paesi fondatori dell’Unione Europea, Germania, Francia, Italia.

(continua…)

Lascia un commento 8 dicembre 2011

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